Stadio blindato dagli agenti sperando nella vittoria scaccia-ira
4 settembre 2010
Fonte: La Stampa
Nulla sarà lasciato al caso, per evitare un sabato sera violento. Gli ultras del Toro fanno paura e c'è un piano della questura per tenerli a freno. Se i vertici si trincerano dietro il riserbo, così non è per i sindacalisti della polizia. Spiega il consigliere nazionale del Sap, Massimo Montebove: «Se mai, all'interno dello stadio, si verificassero episodi di intimidazione contro chi ha la tessera del tifoso, un provvedimento di legge giusto ed efficace, le forze dell'ordine interverranno per garantire il rispetto della legalità. Dentro la Maratona devono entrare tutti quelli che sono in regola. Tolleranza zero contro le discriminazioni da parte di chi non accetta le nuove norme. E' ovvio che i biglietti singoli verranno scrupolosamente controllati. Bisogna fare attenzione ai furbetti, ai daspati (gli ultras protagonisti di azioni violente e perciò oggetto di sanzioni) che si nascondono dietro nomi falsi». E il Sap lancia una provocazione, uno slogan: «Tifosi senza tessera fuori dagli stadi, il movimento sportivo italiano non perde proprio niente a isolare i facinorosi, una volta per tutte. Gli stadi vanno restituiti agli sportivi veri, a chi parte da casa con i bambini per vedere una partita e non guerriglia metropolitana, con tutto il corredo di volgarità, di violenza, di intolleranza e, spesso, anche di razzismo. Se ne stiano fuori: non piangerà nessuno. E il calcio potrebbe rinascere».

La polizia ha organizzato per oggi e stasera, prima, durante e dopo il match con il Crotone, un imponente dispositivo di sicurezza. Con il questore vicario, Salvatore Sanna, impegnato a studiare ogni dettaglio, per non farsi cogliere impreparati in caso di episodi di contestazione violenta, soprattutto nei confronti del presidente, Urbano Cairo. Gli agenti della Digos hanno le idee chiare su chi e quando si tenterà di forzare la situazione, ma i margini d'incertezza sono ancora molti.

Molto dipenderà dal risultato della partita. «Dopo il doppio insuccesso, nei primi due turni di campionato, gli ultras hanno spostato il mirino dai temi generici, come la tessera del tifoso, al bersaglio grosso, cioè Cairo», spiegano i detective.

Gli informatori della curva raccontano di un crescente malumore. Proveranno ad entrare nello stadio, i contestatori più accesi, con l'idea di attaccare solo il presidente. Oltre al solito dispositivo di sicurezza, dentro e fuori lo stadio, sugli spalti e nei dintorni ci saranno altri agenti in borghese, sconosciuti alle tifoserie, muniti di videocamere e macchine fotografiche. Tanto per essere ottimisti - se il campo darà una risposta positiva per i colori granata - la rabbia di oggi potrebbe anche sfumare nel nulla.
 

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